bottone di chiusura

Perché gli aiuti di Stato danneggiano il Paese e la concorrenza

Perché gli aiuti di Stato danneggiano il Paese e la concorrenza
Sul caso Alitalia, il ministro Patuanelli apre agli aiuti di Stato. Ma sarebbe un grande errore, come spiega Alessandro De Nicola.

«Mi trovo in carcere unicamente per ragioni di concorrenza: facevo le stesse banconote che fa lo Stato». L’aforisma di Woody Allen è più serio di quel che sembra: come dimostra anche l’intervista del 21 dicembre al Ministro Patuanelli, è forte la tentazione in Occidente di permettere allo Stato di derogare ai principi concorrenziali.
Perché l’aiuto statale è un errore

In Europa parliamo delle disposizioni contenute nel Trattato Ue che si fondano su quattro pilastri: divieto di abuso di posizione dominante, di fare cartelli di prezzo territoriali tra imprenditori, di costituire posizioni dominanti che soffochino la competizione e proibizione di concedere aiuti di Stato. Quest’ultima interdizione non è assoluta. I governi possono accordare finanziamenti o acquisire quote di una società purché l’operazione sia conclusa a condizioni di mercato, vale a dire solo se l’avrebbe fatta allo stesso modo anche un privato.

Perché auspicare un Continua a leggere
img1img2img3img4img5

 

Leoni blog

Nois from amerika

Istituto Bruno Leoni

Fondazione Luigi Einaudi

Il portavoce

Cristoforo Cristofani

Perché gli aiuti di Stato danneggiano il Paese e la concorrenza

Perché gli aiuti di Stato danneggiano il Paese e la concorrenza
Sul caso Alitalia, il ministro Patuanelli apre agli aiuti di Stato. Ma sarebbe un grande errore, come spiega Alessandro De Nicola.

«Mi trovo in carcere unicamente per ragioni di concorrenza: facevo le stesse banconote che fa lo Stato». L’aforisma di Woody Allen è più serio di quel che sembra: come dimostra anche l’intervista del 21 dicembre al Ministro Patuanelli, è forte la tentazione in Occidente di permettere allo Stato di derogare ai principi concorrenziali.
Perché l’aiuto statale è un errore

In Europa parliamo delle disposizioni contenute nel Trattato Ue che si fondano su quattro pilastri: divieto di abuso di posizione dominante, di fare cartelli di prezzo territoriali tra imprenditori, di costituire posizioni dominanti che soffochino la competizione e proibizione di concedere aiuti di Stato. Quest’ultima interdizione non è assoluta. I governi possono accordare finanziamenti o acquisire quote di una società purché l’operazione sia conclusa a condizioni di mercato, vale a dire solo se l’avrebbe fatta allo stesso modo anche un privato.

Perché auspicare un rilassamento di queste regole e magari mirare a costituire «campioni nazionali» o «europei» è un errore? Esse servono a non distorcere la concorrenza: se un’impresa che non va bene sa di poter contare su un probabile aiutino statale, è difficile che abbia i giusti incentivi a raddrizzare la barra. La magica parola «Alitalia» spiega tutto. Non solo: l’impresa sovvenzionata farebbe concorrenza sleale alle altre (e alla loro filiera di fornitori) che paradossalmente verrebbero punite per il fatto di andar bene. Non che lo Stato abbia poi dimostrato di saper selezionare le imprese vincenti: più spesso, dall’Alcoa alla vecchia Finsider, ha combinato disastri.
Chi governa non ha informazioni

D’altronde, chi governa non ha informazioni necessarie e tempestive, ha pregiudizi, motivazioni politiche e di potere personale che ne influenzano il giudizio, oltre ad una lentezza di programmazione e decisionale estenuante che, alla fine, rischia di far prendere provvedimenti d’impulso. Inoltre, c’è una ragione molto pratica: se ci fosse il «tana libera tutti» in Europa, avrebbero più possibilità di finanziare le proprie aziende i Paesi con i conti in ordine come Germania, Olanda, Austria o comunque meno traballanti dei nostri come Francia, Spagna e Regno Unito (la Brexit potrebbe non incidere su questo aspetto) o il povero Belpaese con il suo rapporto debito/Pil al 135%?

Peraltro, i trattati per il libero commercio più avanzati, quello tra Ue e Giappone ad esempio, riconoscono esattamente questo problema e introducono delle procedure per limitare i sussidi che i contraenti possono concedere alle loro imprese, poiché questi distorcono pure il libero commercio permettendo il dumping. E son proprio le sovvenzioni di cui godono alcuni prodotti europei una delle scuse che l’amministrazione Trump accampa per imporre dazi sulle nostre merci.

Infine, il fatto che il potere di mercato delle imprese dominanti sia aumentato negli ultimi anni negli Usa rispetto all’Europa, secondo i più recenti studi (Philippon, Cavalleri) ha favorito la competitività del Vecchio Continente: insomma, è sconsigliabile creare o riempire di steroidi dei King-Kong comunitari (o peggio italiani) a scapito dei consumatori e della concorrenza.

Alessandro De Nicola, La Stampa 23 dicembre 2019

CHE LE SARDINE NON FINISCANO IN PADELLA

«È molto difficile salvare una civiltà quando ha raggiunto l’ora di cadere sotto il potere dei demagoghi. I demagoghi sono stati i grandi strangolatori di civiltà… Ma un uomo non è un demagogo semplicemente perché si mette a gridare davanti a una mo....
Data 25/11/2019

...il disperato bisogno di destra, liberale e moderna

Filippo Rossi racconta il disperato bisogno di destra, liberale e moderna
Secondo l’autore di ”Dalla parte di Jekyll. Manifesto per una buona destra”, lo scenario politico necessità di un movimento lontano dai valori estremisti di Salvini e Meloni....
Data 13/11/2019

L’ignoranza alla bas

L’effetto Dunning - Kruger e la politica italiana

“Io so di non sapere.”
Socrate (Atene, 4....
Data 07/11/2019 (Ricevuto 1 commenti)

DEMOCRAZIA E LIBERAL

Dall’uso che si fa di questi due termini possono dipendere i destini politici di qualsiasi Stato.Data 31/08/2019

Oscar Giannino e le

I problemi dell’informazione italiana e i rischi del conformismo.

L’informazione è fatta per ....
Data 02/08/2019

Fujimori, un dittato

Il peruviano Alberto Fujimori non aveva in programma di diventare un dittatore. Anzi, non aveva nemm....
Data 16/07/2019

Il silenzio dei libe

Con l’espressione “bancarotta dei liberali”, il giornalista Mattia Feltri ha denunciato il silenzio ....
Data 01/07/2019

CALENDA LASCI STARE

Ho letto la lettera dell’esponente del PD Carlo Calenda al direttore del Corriere della Sera, ma non....
Data 20/06/2019

SIAMO TROPPO INTELLI

Sento spesso i sostenitori dello Stato etico denunciare il “fallimento dello Stato” in qualsiasi sit....
Data 02/06/2019

Quale futuro per Ali

Probabilmente Alitalia è la compagnia aerea che andrà a registrare il maggior numero di tentativi di....
Data 03/05/2019

Il Partito Liberale

MANCA UNA FORZA POLITICA LIBERALE : COME VOTARE IN ITALIA E PER L’EUROPA

Il partito liberale....
Data 23/04/2019

Tragica ricetta dell

Appare ormai chiaro come il governo giallo-verde abbia tonalità sempre più tendenti al rosso. Lo con....
Data 14/04/2019

LIBERALI AL VENTO

Nel rimescolamento dei voti che avvertiamo (sbagliando?) in un prossimo avvenire, i liberali italian....
Data 19/03/2019

La situazione si agg

Quando, verranno a maturazione gli esiti della manovra di bilancio di marca pentaleghista, si vedrà ....
Data 05/03/2019